Il comune di Verucchio ora ha una rete!


...Perchè solo chi è direttamente coinvolto sa come migliorare i servizi!

martedì 10 maggio 2011

Dov'è finito il contratto con gli italiani?

09.05.2011

Sono passati esattamente dieci anni da quando Silvio Berlusconi, in piena campagna elettorale, firmò nel salotto televisivo di "Porta a porta" il "contratto con gli italiani". Erano cinque promesse, delle quali almeno quattro da mantenere nell'arco di cinque anni. Ora, di anni ne sono passati il doppio. E sempre con Berlusconi a capo del governo, se si eccettuano i due anni scarsi dell'esecutivo Prodi. Che ne è stato di quel “contratto” che voleva rappresentare un impegno vincolante preso con tutti gli italiani?


Porta a Porta dell'8 maggio 2001
Vediamolo punto per punto.

RIFORMA FISCALE


La promessa: Abbattimento della pressione fiscale:
● con l'esenzione totale dei redditi fino a 22 milioni di lire annui;
● con la riduzione al 23 per cento per i redditi fino a 200 milioni di lire annui;
● con la riduzione al 33 per cento per i redditi sopra i 200 milioni di lire annui;
● con l'abolizione della tassa di successione e della tassa sulle donazioni.

Le tasse sulle successioni e sulle donazioni sono state abolite nel 2001. Successivamente il governo Prodi ha reintrodotto l’imposta, ma solo per grandi patrimoni (tassa di successione).

LAVORO

La promessa: Dimezzamento dell'attuale tasso di disoccupazione, con la creazione di almeno 1 milione e mezzo di posti di lavoro.

L'occupazione è aumentata di poco più di un milione dal terzo trimestre del 2001 a marzo 2011 e quasi interamente per ragioni demografiche (grazie soprattutto all’immigrazione: ci sono oggi in Italia quasi 800mila stranieri occupati in più che nel 2005, primo anno in cui questo dato è stato reso disponibile dall’Istat). Il tasso di occupazione è, infatti, passato dal 55,9 al 56,8 per cento.
Anche l’obiettivo del dimezzamento del tasso di disoccupazione non è stato raggiunto. Secondo i dati Istat nell’ultimo trimestre del 2000 il tasso di disoccupazione era il 9,6 per cento, sarebbe quindi dovuto scendere al 4,8 per cento per mantenere la promessa. Cinque anni dopo, nell’ultimo trimestre del 2005 era sceso al 7,5 per cento. Dieci anni dopo, nell’ultimo trimestre 2010, la disoccupazione è all’8,5 per cento.

PENSIONI

La promessa: Innalzamento delle pensioni minime ad almeno 1 milione al mese (cifra espressa nelle vecchie lire, ovvero circa 520 euro).

Nel 2006 si può stimare, con l’indagine dello stesso anno della Banca d’Italia sui bilanci delle famiglie, che vi fossero ancora 4,4 milioni di persone con pensione inferiore ai 550 euro.
Oggi, a dieci anni di distanza dal “contratto con gli italiani”, la pensione minima è pari a 467,43 euro (905.070,69 lire) a meno di appartenere a un ristretto gruppo di pensionati che soddisfino requisiti di reddito (non superiore ai 7.850,31 euro se singolo e, se coniugato, il reddito cumulato con quello del coniuge non deve essere superiore ai 13.275,21 euro) e vecchiaia (a partire dai 70 anni).

CRIMINALITÀ

La promessa: L'introduzione del poliziotto, carabiniere o vigile di quartiere nelle città col risultato di una forte riduzione del numero dei reati rispetto agli attuali 3 milioni.

Nel 2001, in base ai conti dell'Istat, il numero dei reati non era di 3 milioni, ma di 2.163.826. In totale dal 2001 al 2006 i reati sono aumentati del 28,0 per cento. Nel 2006 si sono registrati 2.771.490 reati. Nel 2011, 2.629.831 reati, con un incremento del 21,5 per cento rispetto a dieci anni fa.
  
Anno
Numero reati
 ∆ 2001
2009
2.629.831
+21,54%
2005
2.731.129
+26,22%
2001
2.163.826

Fonte: Istat
 
GRANDI OPERE

La promessa: Apertura dei cantieri per almeno il 40 per cento degli investimenti previsti dal "Piano decennale per le grandi opere" considerate di emergenza e comprendente strade, autostrade, metropolitane, ferrovie, reti idriche e opere idro-geologiche per la difesa dalle alluvioni.

Verificare il rispetto di questa clausola del contratto è difficile. Subito dopo le elezioni del 2001 la maggioranza varò la “Legge obiettivo” che in parte modificava e (soprattutto) integrava il “Piano decennale”. Nella Legge obiettivo erano inizialmente comprese 196 opere (di cui 126 relative ai trasporti). In seguito l’elenco fu portato a 348 per complessivi 358 miliardi di spesa (189 opere di trasporto per 342 miliardi di spesa, il 95 per cento).